LA "JANARA"

Pubblicato il da eleaticactg

http://www.zeferina.it/strega_italiana-stria-janara-masca-zeferina-fantasy.jpgLa Janara
Tanti anni fa un uomo si svegliò di notte e, non trovando la propria moglie nel letto accanto a lui, si alzò e  la cercò a lungo. Ma non riuscì a trovarla.

La notte successiva fece finta di addormentarsi e, ad una certa ora, vide la donna alzarsi in silenzio, andare a prendere una boccetta e ungersi il corpo col liquido in essa contenuto. Completata l’operazione, si lanciò dalla finestra e prese il volo. Il marito, stupefatto, sostituì il magico unguento con dell'acqua.

La giornata trascorse in piena armonia e, quando di sera andarono a letto, la moglie attese che l'uomo s'addormentasse per poi alzarsi, ungersi col contenuto della boccetta e lanciarsi in volo. Ma questa volta precipitò nel cortile sottostante.

Il marito andò a soccorrerla e disse alla donna che lo guardava meravigliata: "Meglio na mugliera cu 'e cosce rotte, ca janara".

Le janare si riunivano anche nel Fiordo di Furore e da qui partivano in lunghe barche, verso lidi lontani per le loro notturne scorrerie.

Una notte un pescatore si nascose nella sua barca, giù alla marina del Fiordo, ed attese che le janare venissero. A notte fonda giunsero in sette, misero la barca in acqua e si diressero verso Palinuro, senza accorgersi del pescatore che se ne stava nascosto sul fondo della barca.

Giunte a destinazione fecero una grande razzia di grano, imitate dal pescatore. Il giorno dopo ci fu in paese una grande festa e lui, orgoglioso d'aver sfidato la paura e d'aver seguito le janare, si mise all'occhiello una spiga del grano rubato per farsi bello. Ma una di loro capì di essere state scoperte e seguite dal pescatore, per cui lo minacciò. L'uomo, assalito dal terrore, scappò via tanto velocemente che ancora oggi sta correndo e non si sa dove sia arrivato.

Il termine janara (dal latino ianua, porta) corrisponde alla classica “strega” (da stryx, strige, notturno essere alato). Era una donna dotata di poteri magici, conosceva le virtù delle erbe, praticava alcune operazioni mediche e sapeva scatenare tempeste. Aveva anche il potere di entrare nelle case attraverso il buco delle serrature e, per impedirne l’ingresso, era necessario collocare davanti alla porta una scopa, o un sacchetto di grani di sale, in modo da costringerla a contare i fili della scopa, o i grani di sale sino allo spuntare del sole, la cui luce le era mortalmente nemica.

Le janare erano cattive e dispettose. Se qualcuno faceva dei torti o le negava loro qualche favore, allora diventavano pericolose. Entravano nelle case, aprivano le botti di vino, i recipienti di creta che contenevano l’olio e spargevano il grano per il pavimento. A volte torturavano i neonati ponendoli in recipienti di legno; tormentavano gli animali e i contadini trovavano gli asini sudati, la capre munte col latte sparso sul pavimento.

Spesso al posto del termine janara si trova dianaria o dianiana, aggettivo derivato da Diana, equivalente a “seguace di Diana”. L’antichissima divinità italica, protettrice della plebes romana, era la dea della caccia, della luna e degli incantesimi notturni. “Gioco di Diana ” era definito il corteo di streghe, stregoni e spiriti infernali di cui si aveva notizia attraverso le deposizioni delle imputate di stregoneria. 
                                               GIUSEPPE SCARANE.

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P
<br /> Figurati.<br /> <br /> <br /> <br />
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P
<br /> Salve a tutti,<br /> volevo consigliarvi a tal proposito il libro la Janara di ALfio Landro, è un grande romanzo con all'interno la bellissima leggenta delle streghe di Benevento. il sito che ho indicato è il sito del<br /> libro. <br /> <br /> <br />
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E
<br /> <br /> Ti ringrazio del suggerimento, infatti chi più di tutti può conoscere le storie delle Janare se non qualcuno del beneventano.<br /> consiglio accettato.<br /> grazie dal gruppo eleatica.<br />  <br /> <br /> <br /> <br />