LA CHIOCCIA D'ORO.
LA CHICCIA D'ORO
Molto tempo fa in Campania vi era una grande città, invidiata da tutte le altre città vicine per il suo splendore e per le sue ricchezze.
Un giorno una di esse, armata di un potente esercito, le mosse guerra. La lotta fu durissima e gli abitanti, assediati da lungo tempo, stremati per la poca acqua e i pochi viveri loro rimasti, decisero di arrendersi.
Il governatore della città chiamò il popolo nell'agorà e disse: "Sappiamo tutti che ormai siamo alle strette; ci mancano i viveri, le scorte sono alla fine e noi dobbiamo deporre le armi. I nemici, che da tempo hanno atteso questo momento, si butteranno sulle nostre case e le saccheggeranno per impossessarsi del nostro oro. Ma noi non dobbiamo permetterlo… Pertanto comando che i nostri tesori privati e quello dello Stato vengano fusi e poi nascosti".
Il popolo accettò di buon grado la saggia risoluzione e subito consegnò i propri gioielli al tesoriere della città. Furono raccolte molte libbre di oro che, unite al tesoro della comunità, il fonditore trasformò in una magnifica chioccia d'oro con numerosi pulcini.
Il governatore chiamò nel palazzo civico il cittadino più coraggioso e gli comandò quanto segue: "Stanotte al tramonto della luna, eluderai la vigilanza degli assedianti, andrai a nascondere il tesoro in un posto a te noto e lo vincolerai con un sortilegio."
Il prescelto portò a termine l’incarico ma, rientrato in città, fu preso da alcuni armigeri e accecato, onde non rivelasse a nessuno il luogo del nascondiglio.
Qualche giorno dopo i nemici presero la città e incominciarono a saccheggiare le case alla ricerca dei tesori della comunità. Non trovando nessun tesoro, convocarono in piazza i cittadini vinti, li malmenarono e li interrogarono singolarmente.
Tutti risposero di aver consegnato il prezioso metallo al governatore che purtroppo era rimasto ucciso nell'ultimo tentativo di resistenza. Alla fine trovarono riparato in un fosso l’uomo accecato che aveva nascosto il tesoro, il quale svelò il segreto del nascondiglio con queste parole: "Andate alle spalle della città, nel giorno più lungo dell'anno, e attendete che spunti il sole. Nel posto ove cadrà il primo raggio, fate sfidare a duello il primogenito del condottiero dell'esercito vincitore con il primogenito del condottiero dei perditori. Scorrerà del sangue; dove si fermerà l'ultimo rivolo, là scaverete e siatene certi che lì è il tesoro."
La descrizione fu molto chiara però piena di molti rischi, per cui il capo dei vincitori rinunciò all'impresa…
E il tesoro è ancora là…
Giuseppe Scarane
giuseppe.scarane2@tin.it