il malocchio
“Il malocchio” è la capacità di procurare volontariamente o involontariamente, danni a cose o a persone subendo "energia negativa", che viene “gettata” (dal napoletano “jettare”, ovvero “gettare”) attraverso lo sguardo (“malocchio”).
Comunemente lo jettatore si riconosce dalle sopracciglia unite, dall’abito che indossa, dal modo di camminare o di guardare le persone, dal colore dei capelli, dalla conformazione del viso e dal disporsi delle rughe su di esso, dalla gracile costituzione fisica, dall’atteggiamento troppo ossequioso verso gli altri, e così via. Egli sta seduto generalmente nei crocicchi, e un complimento o un augurio rivolto ad una persona, spesso si traduce in “malocchio” che può manifestarsi con mal di testa, con disgrazie economiche, con matrimoni che vanno in fumo o con tradimenti del partner.
I rimedi da usare possono essere diversissimi. Comunemente si consiglia di tenere in casa un corno o un ferro di cavallo e, quando si incontra un jettatore, è sufficiente toccare un oggetto di ferro o anche i propri genitali.
Una particolare attenzione va riservata all’uso delle corna, sia come oggetto materiale che come gesto. I greci e i romani ne avevano già sperimentato l’efficacia protettiva dagli spiriti avversi, nonché la capacità di favorire la fecondità e il benessere di coloro che ne facevano largo uso. Questa particolare funzione benefica delle corna deriverebbe non solo dalla loro forma appuntita che agirebbe da mezzo di difesa, ma soprattutto perché stanno ad indicare il vigore sessuale dell’animale.
L’antica cultura contadina attribuiva alla sessualità maschile un fortissimo potere “energetico”, sia fecondativo che apotropaico (allontanamento del male). La rappresentazione figurativa del membro maschile (trasformato poi in corno) era largamente utilizzata nella società dell’antica Roma: appendere al collo un amuleto in forma di fallo, in metallo o in corallo rosso, garantiva una efficace protezione contro la jettatura.
Le formule e i riti atti all’annientamento del malocchio divergono spesso da una località all’altra. Comunemente nella nostra regione si fa ricorso a donne dotate di particolari poteri. Il rito inizia ponendo un recipiente pieno d’acqua sulla testa del "paziente" in cui viene versato dell’olio: se si addensa al centro formando la figura di un occhio, allora vi è stata una jettatura ed è necessario intervenire in modo opportuno. La guaritrice con un coltello o una forbice traccia (in modo indolore) il segno di croce sulla fronte del malcapitato pronunciando una particolare formula magica.
Riportiamo una formula contro il malocchio.
“Uocchi, Sant’uochhi
furcedde a l’uocchi
crepi l’ammiria
e schiatta l’uocchio.
Mo se parte
Cristu e S. Giovanni
passano pe’ Roma
passano sotto u’ sole
e te passa u’ dolore.
… Fui, fui malocchio fore
fui, fui malocchio fore.
Vencu cu la ronca
vencu cu l’accetta
l’uocchio te spezzu.”
Giuseppe Scarane